L’EDUCAZIONE COME ARTE

Un trittico di conferenze sulla pedagogia steineriana tra Arona e Montrigiasco

Si è conclusa sabato 25 maggio la mini serie di conferenze introduttive alla pedagogia steineriana promossa da “Associazione La Culla dei Sensi” in collaborazione con Biobottega Arona.

La serie è iniziata sabato 4 maggio, direttamente nei locali di Biobottega, dove in un ambiente dinamico e informale Maurizio Mora, cofondatore dell’associazione e maestro della scuola Waldorf di Varese, ha fatto una interessante riflessione sui concetti fondamentali di questa pedagogia, valutando anche la sua diffusione nel nostro territorio a 100 anni esatti dalla sua nascita.

Maurizio ha rimarcato quanto sia importante l’imitazione dell’adulto nelle varie fasi di crescita del bambino, da qui la necessità di un naturale percorso di autoeducazione che deve essere seguito da chi vuole adottare questo tipo di pedagogia, puntando l’attenzione sul ruolo da protagonista nel processo di educazione e autoeducazione.

Nel secondo incontro di sabato 11 maggio, tenutosi nei locali ad uso dell’associazione a Montrigiasco, la Dottoressa Anna Rabbi, pediatra antroposofo e omeopata, consulente pedagogico della scuola Waldorf di Varese, ha parlato delle principali forze di crescita del primo settennio, parlando di alimentazione e di quanto sia importante avere un buon regime alimentare correttamente distribuito durante le fasi del giorno, ma non solo.

La dottoressa ha infatti parlato di quanto siano importanti nello sviluppo e nella crescita del bambino un buon ritmo sonno/veglia, un buon ritmo giornaliero, settimanale e stagionale, di quanto tutto questo sia strettamente connesso nel favorire una corretta crescita del bambino e di come rendere tutto questo fattibile nella quotidianità.

Il terzo ed ultimo incontro di sabato 25 maggio, tenutosi anche questa volta a Montrigiasco è stato condotto da Edith Congiu, maestra d’asilo e cofondatrice dell’asilo e della scuola di Locarno, nonché capoprogetto di numerose iniziative di sviluppo per asili e pre-asili. Edith ci ha parlato di cosa si intende per gioco libero, delle differenze tra gioco libero, gioco terapeutico e gioco educazionale e di quanto sia fondamentale un buon gioco nello sviluppo del bambino, soprattutto nei primi anni. Edith nella prima parte del suo intervento ha toccato le differenze del gioco nelle principali fasi di crescita, i primi mesi, il primo anno, fino a tre anni ecc.. parlando anche di quanto tanti, troppi giochi moderni diano pochissimo spazio alla creatività e all’inventiva e di quanto sia sbagliato “riempire” le giornate con mille attività, senza lasciare gli spazi di sana noia, spazi dove nasce e si sviluppa la creatività.

Nella seconda parte, Edith ha preso spunto dalla visione di alcune immagini di situazioni di gioco da lei vissute nel suo lungo percorso di insegnamento per portare esempi ed esperienze reali che rendessero più chiari i concetti da lei espressi in precedenza.

In tutti gli appuntamenti si è registrata una buona affluenza di genitori ed educatori.

L’associazione “La Culla Dei Sensi” ha in programma per sabato prossimo 1 giugno un’altra conferenza sempre di presentazione della pedagogia steineriana presso la libreria “La Talpa” a Novara, e sta lavorando ad un programma più ampio di incontri e conferenze da proporre dal prossimo autunno.

Ricerca delle uova di Pasqua 2019

Una tradizione nella pedagogia steineriana

Non un semplice gioco, un piccolo spunto di riflessione.

le uova

Cercare. Si cerca quello che è prezioso. Con un lavoro di ricerca Dentro di Noi. E, nel percorso, l’uomo s’innalza verso lo Spirituale. “Lo spirito Risorge”

Questa breve frase, lasciata poi ad ogni famiglia, rappresenta lo spirito dell’iniziativa di sabato mattina, 13 Aprile. Bambini che giocano felici cercando uova di ottimo cioccolato artigianale nel bosco, dopo aver fatto merenda e ascoltato la storia del leprotto. Ma anche un significato più profondo, di ricerca in noi, di avvicinamento alla resurrezione della Pasqua. Un piccolo spunto di riflessione.

le nostre torte

Il clima era uggioso ma a scaldare l’ambiente ci hanno pensato da subito il profumo degli ottimi dolci fatti in casa e il vociare festoso dei bambini, assolutamente noncuranti di condizioni meteo che tendono sempre e solo a condizionare noi grandi… a se fossimo davvero aperti e semplici come i nostri figli!

il racconto della storia del leprotto

Merenda, un breve incontro di riflessione dei maestri con i genitori sul “significato della Pasqua”, poi il racconto del leprotto di Pasqua.

Davvero un momento meraviglioso. Raccolto, bello, delicato.

Meraviglioso osservare decine di bambini immobili, seduti attenti in totale silenzio ad ascoltare Stefania raccontare le peripezie dei vari leprotti per conquistarsi il titolo di vero leprotto di Pasqua, che ha il compito di consegnare le uova ai bambini.

E poi via a seguire un magico pifferaio nel percorso verso il bosco, sempre nel rispetto di toni di voce, volumi e gesti, in modo da non spaventare o disturbare i reali proprietari dello spazio, gli animali.

il pifferaio magico
l’arrivo nel bosco

Corse, ricerche, un frenetico avanti indietro a portare le uova trovate nelle ceste di Cinzia e Stefania per la raccolta, e ancora giocare con foglie e legnetti, saltare su tronchi e sedersi su ceppi a riposare prima di ripartire per una nuova ricerca.

I bambini cercano le uova
I bambini cercano le uova
I bambini cercano le uova

Le uova raccolte e divise in sacchetti di tessuto erano quindi pronte per essere portate a casa.

I bambini cercano le uova
I bambini cercano le uova
I bambini cercano le uova

Questo è stato il nostro sabato mattina, un bel sabato mattina.

le uova vengono portate nei cestini
I bambini cercano le uova
piccoli lavoratori

Grazie  a tutti!!

STORIA DEL LEPROTTO DI PASQUA

C’erano una volta un papà leprotto ed una mamma leprotto, che avevano sette leprottini e non sapevano quale sarebbe diventato il vero leprotto di Pasqua. Allora mamma leprotto prese un cestino con sette uova e papà leprotto chiamò i leprottini. Poi disse al più grande: “Prendi un uovo dal cestino e portalo nel giardino della casa, dove ci sono molti bambini.”
Il leprotto più grande prese l’uovo d’oro, corse nel bosco, attraversò il ruscello, uscì dal bosco, corse per il prato e giunse al giardino della casa. Qui voleva saltare oltre il cancello, ma fece un balzo così grande e con tanta forza che l’uovo cadde e si ruppe.
Questo non era il vero leprotto di Pasqua.
Ora toccava al secondo. Egli prese l’uovo d’argento, corse via nel bosco, attraversò il ruscello, uscì dal bosco, corse per il prato; allora la gazza gridò “Dallo a me l’uovo, dallo a me l’uovo, ti regalerò una moneta d’argento!” E prima che il leprotto se ne accorgesse la gazza aveva già portato l’uovo d’argento nel suo nido.
Neanche questo era il vero leprotto di Pasqua.
Ora toccava al terzo. Questi prese l’uovo di cioccolato. Corse nel bosco, attraversò il ruscello, uscì dal bosco e incontrò uno scoiattolo che scendeva, saltellando, da un alto abete. Lo scoiattolo spalancò gli occhi e chiese: “Ma è buono l’uovo?”
“Non lo so,” rispose il leprotto, “lo voglio portare ai bambini.”
“Lasciami assaggiare un po’!”
Lo scoiattolo cominciò a leccare e poiché gli piaceva tanto, non finiva mai e leccò e mangiucchiò pure il leprotto, fino a che dell’uovo non rimase più nulla; quando il terzo leprotto tornò a casa, mamma leprotto lo tirò per la barba ancora piena di cioccolato e disse: “Neanche tu sei il vero leprotto di Pasqua.”
Ora toccava al quarto.
Il leprottino prese l’uovo chiazzato. Con quest’uovo corse nel bosco e arrivò al ruscello. Saltò sul ramo d’albero posto di traverso, ma nel mezzo di fermò. Guardò giù e si vide nel ruscello come in uno specchio. E mentre così si guardava, l’uovo cadde nell’acqua con gran fragore.
Neanche questo era il vero leprotto di Pasqua.
Ora toccava al quinto. Il quinto prese l’uovo giallo. Corse nel bosco e, ancor prima di giungere al ruscello, incontrò la volpe, che disse: “Su, viene con me nella mia tana a mostrare ai miei piccoli questo bell’uovo!”
I piccoli volpacchiotti si misero a giocare con l’uovo, finché questo urtò contro un sasso e si ruppe.
Il leprotto corse svelto svelto a casa, con le orecchie basse.
Neanche lui era il vero leprotto di Pasqua.
Ora toccava al sesto. Il sesto leprotto prese l’uovo rosso. Con l’uovo rosso corse nel bosco. Incontrò per via un altro leprotto. Appoggiò il suo uovo sul sentiero e presero ad azzuffarsi.
Si diedero grandi zampate, e alla fine l’altro se la diede a gambe.
Ma quando il leprottino cercò il suo uovo, era già bell’e calpestato, ridotto in mille pezzi.
Neanche lui era il vero leprotto di Pasqua.
Ora toccava al settimo. Il leprotto più giovane ed anche il più piccolo. Egli prese l’uovo blu. Con l’uovo blu corse nel bosco.
Per via, incontrò un altro leprotto, ma lo lasciò passare e continuò la sua corsa. Venne la volpe. Il nostro leprotto fece un paio di salti in qua e in là e continuò a correre, finché giunse al ruscello.
Con lievi salti lo attraversò, passando sul tronco dell’albero.
Venne lo scoiattolo, ma egli continuò a correre e giunse al prato.
Quando la gazza strillò, egli disse soltanto: “Non mi posso fermare, non mi posso fermare!”
Finalmente giunse al giardino della casa. Il cancello era chiuso. Allora fece un salto, né troppo grande né troppo piccolo, e depose l’uovo nel nido che i bambini avevano preparato.
Questo era il vero leprotto di Pasqua!

Vieni a trovare il leprotto e a cercare le uova con noi sabato 13 Aprile, per informazioni: https://laculladeisensi.it/news-ed-eventi

La “NUOVA” Culla dei Sensi

Un nuovo sito, un nuovo Blog, una ancora maggiore voglia di comunicare

 

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